LINEE GUIDA

 

 

*  Psicoterapia

*  Psicologia del benessere individuale e sociale: lo sviluppo delle altre aree della psicologia

*  La SIPAP per la trasformazione degli Ordini

*  Osservatorio per la Promozione e lo Sviluppo della Professione e Agenzia di Accreditamento

*  Campagna di informazione sulle funzioni dello Psicologo

*  Riforma dei Corsi di Laurea

 

 

 

Le ragioni ideali e concrete che, negli anni passati, hanno portato alla creazione della Sipap sono più che mai valide. Le attuali dirigenze stataliste degli Ordini, del resto, non hanno mostrato di interessarsi granché della sorte dei giovani psicologi, dei liberi professionisti, delle scuole di formazione private e neppure dei Colleghi del settore pubblico, talché oggi serpeggia anche tra questi un forte malcontento, cui la Sipap è disposta dare espressione nei futuri Consigli ordinistici, se i Colleghi l’appoggeranno in queste elezioni e si impegneranno a sostenere, a loro volta, il presente Programma.

La Sipap, dunque, ha deciso di scendere nuovamente in campo sul piano nazionale per conquistare nuovi Ordini regionali nelle imminenti elezioni.

L’affidabilità del nostro impegno elettorale, in questi primi dieci anni di attività, è dimostrata dal fatto che i principali obiettivi del nostro programma politico sono stati realizzati con grande vantaggio per i Colleghi di tutta Italia, sebbene potessimo contare solo sulla maggioranza eletta nel Lazio tra il 1997 ed il 2000 e su quella eletta in Lombardia tra il 1999 e il 2005, su pochi Consiglieri eletti in altre regione e sulla collaborazione delle poche organizzazioni schierate a difesa della libera professione.

Infine, vogliamo richiamare l’attenzione dei Colleghi del privato su una minaccia che costantemente incombe su tutti noi e che potremo scongiurare solo con una mobilitazione unitaria nel quadro della Sipap e delle organizzazione alleate. Questa minaccia deriva dai cosidetti “studi di settore” (una versione aggiornata della vecchia e famigerata “minimum tax”), con cui il fisco si arroga il diritto di stabilire d’imperio quale debba essere il nostro reddito, avvertendoci al tempo stesso che, in caso di nostre obiezioni ai suoi diktat predatori, saremmo oggetto di accertamenti mirati e personali (formula terroristica in un paese come il nostro). Solo una ferrea unità di classe nel quadro della Sipap può difenderci da questa continua incombente minaccia. È da notare, una chicca kafchiana, che gli attuali studi di settore per gli psicologi liberi professionisti sono stati seguiti, su mandato del Consiglio Nazionale dell’Ordine, da un collega dipendente del servizio sanitario che vive dello stipendio dello stato.

 

Vediamo ora le nostre proposte specifiche.

 

Psicoterapia

 

La Sipap intende dare grande rilievo alla difesa della libera professione e della formazione psicoterapeutica. E ciò non solo per il sacrosanto motivo che la massima parte dei nostri Soci proviene da questo settore e costituisce tutt’ora la maggioranza dei nostri Colleghi ed elettori, ma anche perché, nel recente passato, l’esigenza di dare finalmente rappresentanza ai settori non clinici ci ha talvolta costretti a trascurare i bisogni della psicoterapia che, invece, continuano ad essere pesantemente minacciati dall’invadenza dei potentati accademici ed istituzionali.

 

La SIPAP ed i suoi candidati intendono perciò porre tra le loro priorità:

 

La “concreta” equiparazione del titolo specialistico in psicoterapia, conseguito da migliaia di colleghi diplomati o attualmente iscritti presso le scuole riconosciute, con quello universitario; l’attuale normativa in materia di requisiti di ammissione ai pubblici concorsi di psicologo dirigente è fortemente penalizzante per la nostra categoria perché chi non possiede la specializzazione universitaria è tagliato fuori: noi ci batteremo affinché questa penalizzazione venga superata;

 

Pari dignità e parità di trattamento della formazione privata rispetto a quella specialistica universitaria, erogata gratuitamente e a condizioni normativamente privilegiate;

 

Demedicalizzazione della specializzazione in psicologia clinica, completamente monopolizzata dalle facoltà di medicina;

 

Una rapida modifica o abrogazione della legge 175 e dei regolamenti ordinistici, sulla cosiddetta pubblicità professionale che ha di fatto imbavagliato la professione e gravemente leso il diritto del paziente/consumatore a scegliere la terapia preferita mediante un’informazione ampia e chiara (consenso informato);

 

Il crescente spostamento dei favori della clientela dalla medicina ufficiale alle terapie naturali (in America oltre la metà del pubblico le preferisce, in Italia quasi un terzo) offre alla psicoterapia privata (ed anche a quella pubblica meno conformista) un occasione preziosa per contrastare l’invadenza della medicina e della psichiatria ufficiali e per allearsi con la medicina naturale, anche acquisendo aggiornamenti integrativi e capacità prescrittive in questo campo.

 

Psicologia del benessere individuale e sociale: lo sviluppo delle altre aree della psicologia

Il rilievo qui dato alla psicoterapia non vuole affatto significare abbandono delle nostre importanti battaglie per dare voce e dignità ad altre aree della psicologia che, propria per l’egemonia degli esponenti sindacali dei servizi sanitari nelle dirigenze ordinistiche, erano state sacrificate fino all’avvento della Sipap. È nostra convinzione che la lotta per la valorizzazione di queste aree (dalla psicodiagnosi alla psicologia del lavoro, della mediazione e dell’educazione, a quella dello sport, della comunicazione e della qualità, a quella penitenziaria, di comunità e dell’emergenza ecc.) debba essere continuata vigorosamente con precise iniziative culturali e legislative.

 

 

La SIPAP per la trasformazione degli Ordini

 

Com’è noto, in Italia e in Europa va prevalendo una tendenza giuridico-politica favorevole all’abolizione degli Ordini professionali considerati giustamente, nella loro forma attuale, una distorsione burocratica del concetto di associazione professionale. Nel periodo di trasformazione ordinistica che stiamo affrontando, è dunque necessaria una forte presenza Sipap ai vertici degli Ordini. La riforma degli Ordini ci offre infatti un’occasione preziosa di rilancio e autonomia. Basterà ricordare che, se essa dovesse attuarsi correttamente, noi dell’area libero professionale, che costituiamo il 90% della professione, potremmo condurre una politica finalmente rispondente agli interessi nostri e a quelli dell’utenza ed attuarla con i fondi ingenti che finora ci vengono espropriati per finanziare Ordini quasi sempre gestiti dagli esponenti sindacalizzati del settore pubblico e costretti a dissipare preziose energie in adempimenti burocratici inutili.

Ma questa trasformazione degli Ordini va condotta con grande attenzione, perché, allo stato delle cose, un Ordine da noi gestito resta pur sempre l’unico valido contrappeso allo strapotere del mondo accademico, ministeriale e delle diverse lobby che crescono nel campo delle professioni limitrofe, le quali cercano di sottrarre fette di mercato di competenza della professione psicologica, in sostanza un Ordine riformato e da noi gestito è per noi fondamentale al fine di difendere e mantenere le conquiste che la nostra categoria ha ottenuto in questi 16 anni di riconoscimento legislativo.

 

Osservatorio per la Promozione e lo Sviluppo della Professione e Agenzia di Accreditamento

È necessario passare dalla cultura minimalista a quella dell’aggiornamento permanente. Bisogna monitorare costantemente la domanda del mercato per erogare servizi rispondenti alle esigenze dei clienti. La nostra professione ha bisogno di uscire da questa fase paludosa ed immobilista, contraddistinta da una cultura autoreferente, votata alla sopravvivenza, per mettersi nella condizione di progettare il proprio sviluppo. Ciò è tanto più necessario in uno scenario, come quello attuale, entro il quale anche le libere professioni sono chiamate a confrontarsi con la logica del mercato, ad elaborare nuovi modelli organizzativi per sostenere la pressione competitiva ed accrescere la capacità di servizio al cliente.

Attraverso la costituzione di un Osservatorio della professione e del mercato, affiancata da una Agenzia di accreditamento delle prestazioni di qualità, si potrà cominciare a ragionare in modo fondato su come adeguare l’offerta dei servizi professionali alla domanda, sulle modalità di costruzione, qualificazione e sviluppo delle competenze professionali, sulle procedure di verifica degli interventi.

 

Campagna di informazione sulle funzioni dello Psicologo

 

La Sipap intende inoltre, attraverso convegni ed iniziative pubblicistiche, uffici stampa nazionale e regionali, promuovere una vasta azione di chiarimento delle funzioni e delle competenze, delle nuove aree operative dello Psicologo tutt’ora ben poco conosciute. In campo psicoterapico andrà risolutamente demedicalizzata l’immagine dello Psicologo, chiarita la sua radicale differenza dalle specializzazioni mediche (neurologo, psichiatra ecc.) e sviluppato il suo ruolo essenziale nella promozione del benessere individuale e sociale.

 

Riforma dei Corsi di Laurea

 

Infine, sia attraverso gli Ordini attuali o riformati, sia in ogni altra sede, la Sipap intende denunciare l’inadeguatezza e, non di rado, la dannosità degli attuali Corsi di Laurea in Psicologia, concepiti da gerarchie accademiche chiuse in un’ottica di scimmiottamento dei Corsi di Medicina, concepiti e approdati, di fatto, ad una formazione universitaria di stampo puramente nozionistico e meccanicistico, pressoché inutilizzabile ai fini dell’attività professionale concreta.

Il danno è stato ed è particolarmente grave anche a seguito della mal progettata e peggio applicata riforma dei percorsi universitari. Le attuali lauree triennali, così come concepite, rappresentano una squalifica e una rinuncia ad una adeguata formazione di base, un inutile e costoso proliferare di cattedre. La Sipap intende perciò promuovere, in ogni sede culturale e politica, urgenti riforme ed integrazioni degli attuali Corsi di Laurea in Psicologia. Parte essenziale di questa battaglia sarà ottenere una più adeguata formazione di base da integrare con specializzazioni professionalizzanti, effettuate in collaborazione con le istituzioni private. I tirocini dovranno essere gestiti in raccordo con gli enti privati ed essere mantenuti all’interno del percorso di studi, senza ulteriori allungamenti dei tempi di laurea.