Manifesto Programmatico

 

 

* IL PROGETTO

* L’OBIETTIVO

* IL PROGRAMMA

* FORMAZIONE E COMPETENZA

* PROPONIAMO

* PROMOZIONE E SVILUPPO

* VOGLIAMO

 

 

In questo programma sono espresse le linee guida per la politica nazionale e per costruire una nuova maggioranza capace di rilanciare l’immagine e la professione degli psicologi. Per le diverse realtà locali ti invitiamo a partecipare al dibattito e alla elaborazione di più specifiche linee operative in collaborazione con le Sipap regionali.

 

La Sipap accoglie e rappresenta migliaia di psicologi, prevalentemente liberi professionisti ma anche dipendenti di strutture private e pubbliche. Opera in tutte le aree in cui si esplica l’attività professionale dello psicologo: psicodiagnosi, psicoterapia, psicosomatica, psicologia del lavoro, dello sport, giuridica e peritale, penitenziaria, di comunità, pubblicitaria, scolastica, dell’orientamento, dell’emergenza, della sicurezza, viaria, ambientale, ecc.

 

Noi della Sipap abbiamo l’obiettivo prioritario di dare potere decisionale a tutti quei Colleghi che non sono ancora rappresentati dagli attuali Ordini regionali e da quello nazionale.

 

Fino ad oggi, com’è noto, la maggioranza dei Presidenti e Consiglieri ordinistici sono stati dirigenti sindacali, lontani dai problemi della libera professione e dei giovani sottoccupati o disoccupati. Gli effetti di tale gestione sono tutti evidenti:

 

·        mancata tutela della professione di psicologo in tutte le aree ed in tutti i contesti;

·        progressiva espulsione dello psicologo dai servizi sanitari e sociosanitari pubblici, con il conseguente e graduale abbandono del progetto di attivazione delle Strutture Complesse e dei Dipartimenti di Psicologia;

·        terziarizzazione dell’assistenza, tramite un alto numero di strutture accreditate, con conseguente burocratizzazione e proletarizzazione del libero professionista, apparentemente “libero”, in realtà spesso obbligato ad accettare regole, condizioni economiche e di lavoro senza tutela e dequalificanti (educatore, ecc.);

·        mancata “concreta” equiparazione del titolo specialistico in psicoterapia, conseguito da migliaia di colleghi diplomati o attualmente iscritti presso le scuole riconosciute, con quello universitario;

·        medicalizzazione della specializzazione in psicologia clinica, completamente monopolizzata dalle facoltà di medicina;

·        scarsa o nulla attenzione per i settori applicativi diversi dalla psicoterapia e ugualmente importanti per lo sviluppo della nostra identità professionale;

·        mancato sostegno e marginalizzazione delle associazioni scientifiche, necessarie allo sviluppo ed alla crescita culturale della categoria;

·        inadeguata tutela fiscale dei liberi professionisti nella trattativa per la definizione dei parametri relativi agli studi di settore, troppo elevati per le capacità produttive medie della categoria;

·        paralisi del mercato del lavoro.

 

Tutto questo si sta traducendo in una crisi grave e globale della professione

a livello di immagine, qualità e occupazione.

 

L'Ordine ha bisogno di essere condotto da una compagine unita ed esperta, che possa offrire, con capacità di organizzazione e visione strategica, un concreto sostegno a tutti quelli che alla propria professione attribuiscono un forte valore etico e motivazionale. È tempo che tutti gli psicologi professionisti, che si riconoscono nel nostro programma, si impegnino a fondo e in prima persona, anche in nome e rappresentanza dei nostri più giovani colleghi ai quali aprire concrete opportunità di lavoro anche al di fuori del settore pubblico, che ormai offre ben poche possibilità di inserimento. Impegneremo, per tutto il quadriennio 2006-2009, le nostre energie in un progetto ambizioso.

 

Il Progetto

Vogliamo creare una grande coalizione nazionale con un programma coraggioso e impegnativo, un’alleanza tra professionisti che condividono lo stesso tipo di problemi e difficoltà, per affrontarli insieme e trovare soluzioni utili a tutti, riportando “equilibrio democratico” attraverso una adeguata rappresentanza all’interno degli Ordini.

 

L’Obiettivo

Alle prossime elezioni dei Consigli dell’Ordine un congruo numero di Consiglieri e Presidenti regionali, in rappresentanza della libera professione, del privato sociale e dei pubblici dipendenti non sindacalizzati, dovranno provenire dalle liste Sipap per lavorare su un progetto comune, su un programma condiviso. Il futuro della nostra professione dipende anche da te e dal successo di questa iniziativa. Se sei d’accordo con il nostro programma, partecipa a questo progetto votando e facendo votare i candidati delle liste Sipap.

 

Il Programma

Formazione e Competenza

La qualità della formazione e lo sviluppo della competenza professionale devono ancorarsi anche e soprattutto al terreno concreto della professione e non essere fondate sugli studi esclusivamente teorici dei corsi universitari.

L’istituzione di auspicate scuole universitarie e private di specializzazione, nelle varie articolazioni della professione di psicologo, dovranno essere precedute da una radicale controriforma del corso di laurea. Le attuali lauree triennali, così come concepite, rappresentano una squalifica e una rinuncia a una adeguata formazione di base, un inutile e costoso proliferare di cattedre.

 

È nostra intenzione quindi, promuovere una razionale e mirata revisione dei percorsi formativi pubblici e privati, di base e specialistici - attraverso una più ampia e approfondita acquisizione di conoscenze e competenze, comprensiva di indispensabili momenti esperienziali, capace di garantire lo sviluppo di una professionalità integrata.

 

Affinché ogni esperienza formativa sia efficacemente mirata all’acquisizione di competenze professionali è necessaria una forte integrazione fra mondo professionale privato, universitario e dei servizi.

 

proponiamo

Ø     l’individuazione delle diverse e specifiche capacità didattico-formative rispettivamente dell’Università, dei Servizi Pubblici e Privati sociosanitari e delle Strutture Private di Formazione e la loro integrazione all’interno di un rapporto paritetico e nel rispetto di regole certe e trasparenti;

 

Ø     l’applicazione chiara e puntuale, da parte dell’Ordine, dell’art. 28 (comma 6 lett. “ f ” L. 56/89) relativo all’espressione di pareri sulla qualificazione di istituzioni pubbliche e private per la formazione professionale in concerto con le associazioni scientifiche e professionali rappresentative della categoria;

 

Ø     l’introduzione e/o l’intensificazione delle Esperienze Pratiche Guidate, collegate agli elementi costitutivi della professione, fin dal dall’inizio della formazione universitaria e durante tutto il percorso in collaborazione con Centri e Istituzioni private;

 

Ø     il potenziamento dei progetti formativi in aree diverse dalla psicoterapia, per espandere tutto il potenziale presente nel mondo psicologico italiano e costruire una identità di base comune, “demedicalizzata”, proiettata anche e soprattutto al benessere del singolo, della famiglia e dei gruppi.

 

Ø     l’istituzione di un Osservatorio che: (a) tenga sotto controllo gli indicatori qualitativi-quantitativi dell’evoluzione della professione; (b) costruisca un parametro di efficacia che tenga conto del rapporto numerico docenti/allievi e delle capacità logistiche delle strutture universitarie; (c) fornisca  adeguate informazioni agli studenti per indirizzarli verso i settori capaci di maggiore  occupazione.

 

 

Tali proposte mirano a edificare una solida e articolata professionalità, base indispensabile di un’identità compiuta, che non si sviluppa per contrasto ma privilegia differenziazione e confronto. Questa dialettica costruttiva, di supporto e di indirizzo alle legittime e diverse aspirazioni presenti nella categoria, dovrà passare anche attraverso l’interscambio fra dimensioni del lavoro autonomo e dimensioni del lavoro dipendente, come condizione basilare per la crescita culturale e per lo sviluppo di una comune identità professionale.

 

 

Promozione e Sviluppo

Lo sviluppo professionale ha bisogno di tutela ma anche di un’azione di forte promozione dell’immagine e delle competenze degli psicologi

 

I servizi rivolti agli individui e alle famiglie, al mondo della scuola e del lavoro, sia in ambito pubblico che privato, sono inferiori ai bisogni e alla domanda in tutto il territorio italiano. Ciò viene sottolineato dagli organismi internazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dalle ricerche e dalla quotidiana esperienza sul campo. A fronte di tale domanda implicita di psicologia, i dirigenti della nostra categoria attuano una politica proibizionistica che finisce puntualmente per colpire proprio coloro che si vorrebbero tutelare, paralizzando attività, disconoscendo potenzialità, limitando iniziative.

 

Per sviluppare e promuovere la nostra professione occorre:

 

diffondere cultura specifica, scoprire nuovi spazi operativi, comunicare all’utenza un’informazione costante, trasparente ed efficace, offrire competenze continuamente arricchite dalla verifica dei risultati, garantire la presenza nel sociale di una professionalità forte e multiforme.

 

vogliamo

 

Ø     promuovere l’appartenenza e l’identità professionale facilitando l’ingresso dei giovani colleghi nel mondo del lavoro attraverso l’organizzazione di percorsi per l’avviamento alla professione.

 

Ø     definire, nelle loro implicazioni culturali, sociali e giuridiche, le seguenti competenze: prevenzione, diagnosi, abilitazione-riabilitazione, sostegno, sperimentazione, ricerca, didattica e psicoterapia, in quanto l’articolazione di tali competenze costituisce la professione di psicologo (artt. 1 e 3 Legge n° 56/89);

 

Ø     individuare aree di intervento di competenza psicologica, che diano luogo alla creazione di nuovi spazi occupazionali: a tale scopo verrà istituito uno specifico organismo dedicato a tutti quei progetti innovativi che, per rigore scientifico e interesse operativo, possono contribuire allo sviluppo della professione di psicologo;

 

Ø     modificare la dialettica pubblico-privato attraverso forme di collaborazione che prevedano consulenze e convenzioni a favore dei liberi professionisti, delle associazioni private e delle strutture di volontariato e del terzo settore;

 

Ø     diffondere la cultura psicologica e promuovere la presenza e gli interventi degli psicologi nei più importanti ed urgenti problemi sociali con la costituzione di uno specifico organismo per la cura dei rapporti con i mass media, gli enti, le istituzioni e le altre aree professionali;

 

Ø     costituire una struttura di accreditamento integrata che offra un servizio di consulenza per promuovere e sviluppare l’efficacia e la qualità dell’attività psicologica nei settori pubblici e privati;

 

Ø     esemplificare e chiarire le procedure relative ai nulla osta per la pubblicità, distinguendo le attività specificate nell’art. 1 della Legge 56/89 da quelle prettamente psicoterapeutiche (artt. 3 e 35), liberalizzando, nel rispetto del codice deontologico, l’informazione e promuovendo la trasparenza dell’offerta professionale al fine di favorire una più competente domanda del mercato;

Ø      

 

Tali azioni si pongono come obiettivo la crescita di tutti gli psicologi, piuttosto che la difesa dei singoli gruppi. Siamo infatti convinti che l’autonomia professionale si garantisce attraverso la corretta diffusione e la continua verifica dell’immagine professionale. In questa ottica, l’attribuzione agli Ordini di competenze più propriamente amministrative e parasindacali è riduttiva e confusiva.

Proprio perché portatori di questa visione strategica, proponiamo strumenti all’altezza della sfida che, nel prossimo quadriennio, attendono le professioni liberali. Di seguito descriviamo le funzioni di uno di quegli strumenti strategici, l’Agenzia per lo sviluppo e la promozione della professione psicologica, che la Sipap ha studiato per attuare il proprio programma. Infatti, la differenza tra le diverse componenti, le diverse liste, che si confronteranno in questa tornata elettorale non saranno visibili e misurabili attraverso ciò che ognuna di loro proporrà di fare, bensì su come dimostreranno di saperle e poterle realizzare.