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I NOSTRI CANDIDATI SIPAP EMILIA ROMAGNA

PLAZZI EDDA nata il 18/01/1959, residente a Ravenna, iscritta Ordine Psicologi Emilia Romagna – Libero professionista
Psicologa-psicoterapeuta a indirizzo rogersiano e gestaltico. Formata in Sessuologia clinica presso il C.I.S. di Bologna, diretto dal prof. G. Ribelli, ha pubblicato articoli sulla Rivista di Sessuologia. Didatta Centro Italiano di Sessuologia. Si occupa di Psicologia e Psicopatologia della coppia. Ha lavorato per i consultori familiari della Regione Emilia Romagna nell'ambito della consulenza sessuologica agli adolescenti. Coordinatrice Sipap Emilia Romagna.


FAORO FRANCO nato il 19/05/1959, residente a Ravenna, iscritto Ordine Psicologi Emilia Romagna – Libero professionista
Psicologo del Lavoro e Psicoterapeuta. A Bologna è amministratore di una agenzia per il lavoro privata (www.sa-change.it), dove insieme ad altri colleghi è consulente per le aziende nell’area delle Risorse Umane. Vive a Ravenna dove svolge attività clinica. È stato in passato Consigliere del CIG dell’ENPAP e oggi è Componente del Collegio dei Sindaci. Componente del coordinamento Sipap Emilia Romagna.

Casi Esemplificativi: Relazione clinica del Prof. C., consulente della CTU  
Autore: sipap
Pubblicato: 2005/10/31
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Relazione clinica del Prof. C., consulente della CTU del Tribunale di …………

Dott.ssa F.

La piccola Marina è stata vista dietro sua richiesta con due consultazioni ambulatoriali, per

una valutazione dello sviluppo neuropsichico e l'eventuale individuazione di problemi

psicoevolutivi.

Le notizie anamnestiche riferite dal padre non hanno evidenziato particolari problemi nei

primi due anni di vita.

Viene invece riferito il frequente ricorso all'attività masturbatoria anche prolungata e talvolta

pluriquotidiana. Manovre di distrazione interrompono tale attività, mentre gli stati di

eccitamento sembrano favorirla.

Viene inoltre riferita un'intensa conflittualità fra i genitori, a seguito della quale Marina vive

ora la maggior parte del suo tempo con la madre.

Nei momenti di passaggio da un genitore all'altro viene riferita un'intensa opposizione di

Marina e una sofferenza palesata.

Ambedue gli incontri si sono svolti con l'utilizzo dello Sceno-test.

Marina accetta con facilità il rapporto con l'osservatore e dopo un breve periodo nel quale

richiede la presenza del padre riesce a stare da sola nella stanza della consultazione ed a

continuare il gioco proposto.

Per quanto è dato osservare in due consultazioni il padre fornisce un buon sostegno alla

bambina e si separa da lei in modo discreto e sereno e favorisce ed agevola il rapporto con

l'osservatore.

D'altro canto Marina mostra di utilizzare bene il supporto paterno ed in più occasioni esprime

il piacere e la necessità della sua presenza, sia durante la breve permanenza del padre, sia

quando è da sola con lo specialista.

Si può a buon diritto ipotizzare che il processo di separazione-individuazione sia ben avviato

e che alcuni aspetti problematici, che si evidenziano soprattutto durante l'attività ludica, siano

da ricondurre all’intensa conflittualità dei genitori che sembra percepire e temere.

Il gioco varia nelle due consultazioni strutturandosi progressivamente secondo sequenze

sempre più complesse, a partire da un'inizio caotico e disordinato.

Le sequenze sono tuttavia piuttosto brevi e i temi tendono ad essere ripetuti a scapito della

creatività. I giocattoli sono utilizzati contemporaneamente e solo gradualmente si osserva una

tendenza a scegliere personaggi e a costruire situazioni che appaiono congrue e secondo il

ruolo che i giocattoli suggeriscono.

Marina sa usare l’interlocutore in modo adeguato, sa chiedere aiuto, sa introdurlo nel gioco

facendolo per qualche accenno anche partecipare.

La funzione linguistica appare ben sviluppata.

L'intento comunicativo delle produzioni verbali è quasi sempre presente fatta eccezione per

qualche tratto solipsistico.

Il linguaggio è comunque coerente, in contatto con il sentimento che esprime, corretto sul

piano psicolinguistico, ricco sul piano semantico, adeguato al contesto.

Sul piano fonologico si nota la presenza di tratti dislalici che vengono enfatizzati

dalla presenza di una rinite.

Soprattutto nel secondo incontro emerge l'interesse per le figure umane che vengono utilizzate

per la costruzione di situazioni familiari in cui compare una sufficiente triangolazione.

La partecipazione al gioco è sempre attiva e sostenuta, mostra un'intelligenza pronta e vivace

che la porta a fare domande ed ad accompagnare l'attività con una produzione verbale molto

ricca.

In una sola occasione emerge un intenso sentimento nei confronti della figura

paterna. "Il mio papà è bello, ho bisogno di lui, senza di lui ho paura".

In conclusione pare legittimo ipotizzare che Marina sia dotata di ottime capacità intellettive,

che abbia con qualche difficoltà avviato il processo di separazione, che gli aspetti caotici,

talvolta ripetitivi, le note di instabilità, la variabilità delle situazioni che propone siano da

ascrivere alla sua reazione rispetto agli eventi esterni di cui è testimone ed inevitabilmente

partecipe.

Per quanto è dato osservare la pratica masturbatoria, non verificatasi in seduta, non sembra

rappresentare il principale ostacolo alla sua crescita, semmai si può pensare forse che essa

esprima su un versante autoconsolatorio la tensione dell'ambiente.

 
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Relazione clinica del Prof. C., consulente della CTU del Tribunale di ………… Dott.ssa F..pdf
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