| Casi Esemplificativi: Richiesta di proroga da parte della CTU del Tribunale di Rovigo Dott.ssa F. | |||
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| Richiesta di proroga da parte della CTU del Tribunale di Rovigo Dott.ssa F. Oggetto: C.T. Carla/Francesco In ordine alla causa in oggetto mi permetto significarLe che ho avuto la possibilità di incontrare la Sig.ra Carla e il Sig. Francesco con la presenza dei rispettivi consulenti di parte. Ho potuto anche visionare le videocassette che mi sono state consegnate il giorno del giuramento e che riguardano la piccola Marina . Sono al corrente che domani le parti saranno presenti in Tribunale per un’udienza . Sulla basedegli elementi che ho raccolto dai colloqui con le parti e i consulenti, nonché dalla visione del materiale sono nella necessità di chiederLe un ulteriore margine di tempo per valutare meglio la situazione della piccola Marina e consegnare l’elaborato peritale in forma definitiva. Allo stato dell’indagine mi permetto di segnalarLe alcune provvisorie considerazioni rispetto la situazione in generale: a) dalla visione delle cassette è possibile affermare che la bambina è stata ripresa mentre sta agendo un comportamento masturbatorio (sono concordi i consulenti di parte anche quello del Sig. Francesco. b) tale comportamento va interpretato secondo criteri che confermano sia la normalità rispetto l’età che l’ipotesi, ovviamente da verificare, secondo la quale la bambina potrebbe mettere in atto la masturbazione più per problemi psicologici correlati alla sua storia personale e ai suoi rapporti con "i genitori" che per una vera e propria induzione del comportamento da parte di qualcuno. Si sottolinea genitori in quanto entrambi, anche prima della loro separazione e quando erano ancora in Africa avevano rilevato che la figlia si "toccava". Allora però non erano state rivolte colpe ad alcuno. Ma è anche da sottolineare che la bambina ha subito, nel corso dell’estate, una separazione forzata dal padre il quale, nonostante i rilievi negativi della Sig. Carla sul disinteresse del padre verso la figlia, con leí aveva una relazione affettiva che la piccola non può che avere interiorizzato e vissuto positivamente. La separazione dei bambini dai genitori/e è sempre traumatica e fonte di ansie. E’ possibile allora anche la presente domanda: non è che la bambina abbia un gioco compensatorio/masturbatorio fantasmatizzando la figura paterna anche pronunciando il suo nome? Si ricorda che la data di una cassetta corrisponde al giorno (cassetta nella quale si sente la bambina pronunciare il nome del padre) in cui il padre si è recato in casa di Carla per vedere la figlia con risultati non molto soddisfacenti sul piano della qualità del rapporto affettivo. Perché non riconoscere anche che la bambina viva l’assenza del padre come una fonte di sofferenza che viene mal interpretata? c) data l’età della piccola sembra abbastanza difficile pensare che essa possa essere stata coattivamente indotta ad apprendere un comportamento masturbatorio trattandosi, per altro, di un tratto abbastanza comune per questa età. La madre dice che la piccola alla domanda di chi le ha insegnato a "fare quelle cose" risponde : "me lo ha insegnato il mio papà. Essa ha ragione di preoccuparsi, ma la natura psicologica del "sintomo" deve trovare spiegazioni e risposte cliniche che vanno ben al di là della semplice interpretazione della "causa – effetto" a partire da quanto detto dalla piccola: quante volte accade che i bambini rispondano alla domanda : "Chi ti ha insegnato" con il primo nome che viene loro in mente, ma anche con nomi strani frutto della loro fantasia; d) il comportamento di Marina va meglio valutato in rapporto ad entrambi i genitori: è nella relazione con la coppia genitoriale che va studiata la dinamica della situazione; e) le riprese video della bambina, allo stato dei fatti e a mio parere, sono molto pericolose in quanto potrebbero essere "induttrici di un rinforzo a ripetere un atto di interesse per gli adulti"; f) da tutto quanto appena detto il rapporto di Marina con il padre va mantenuto e entrambi i coniugi vanno aiutati ad avere fiducia tra di loro soprattutto in relazione ai doveri che hanno nei confronti della figlia: l’esclusione di un genitore a favore di un altro, la colpevolizzazione da parte dell’altro, crea forti disagi in una bambina che ha il pieno diritto ad avere una relazione serena con entrambi i genitori per il suo equilibrato sviluppo; Per tutte le ragioni che Le ho indicato sopra, Le chiedo un termine di tempo di ulteriori tre mesi a partire da domani. La richiesta tiene conto della necessità che ho di incontrare ancora qualche volta il padre che potrà tornare in Italia solo nel mese di gennaio. In attesa di un riscontro Le porgo i migliori saluti. Dott.ssa F. |
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ENPAP 2009



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