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ENPAP 2009
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ELEZIONI ENPAP 2009

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I NOSTRI CANDIDATI SIPAP EMILIA ROMAGNA

PLAZZI EDDA nata il 18/01/1959, residente a Ravenna, iscritta Ordine Psicologi Emilia Romagna – Libero professionista
Psicologa-psicoterapeuta a indirizzo rogersiano e gestaltico. Formata in Sessuologia clinica presso il C.I.S. di Bologna, diretto dal prof. G. Ribelli, ha pubblicato articoli sulla Rivista di Sessuologia. Didatta Centro Italiano di Sessuologia. Si occupa di Psicologia e Psicopatologia della coppia. Ha lavorato per i consultori familiari della Regione Emilia Romagna nell'ambito della consulenza sessuologica agli adolescenti. Coordinatrice Sipap Emilia Romagna.


FAORO FRANCO nato il 19/05/1959, residente a Ravenna, iscritto Ordine Psicologi Emilia Romagna – Libero professionista
Psicologo del Lavoro e Psicoterapeuta. A Bologna è amministratore di una agenzia per il lavoro privata (www.sa-change.it), dove insieme ad altri colleghi è consulente per le aziende nell’area delle Risorse Umane. Vive a Ravenna dove svolge attività clinica. È stato in passato Consigliere del CIG dell’ENPAP e oggi è Componente del Collegio dei Sindaci. Componente del coordinamento Sipap Emilia Romagna.

 

ENPAP


Come investire bene i propri soldi…..
…. e vivere felici

di Franco Faoro (Sindaco ENPAP)



LA GESTIONE PROFESSIONALE DEL PATRIMONIO FINANZIARIO.


La gestione di un portafoglio finanziario (PATRIMONIO) non può e non deve avvenire in maniera approssimativa e casuale (soprattutto quella di patrimoni consistenti ed istituzionali) ma in base a rigorosi criteri basati su teorie della gestione del portafoglio. La gestione professionale di un portafoglio finanziario si compone dei seguenti passaggi:

1) Definizione del Proprio Profilo di investitore :
E un processo interno, cioè che la persona, (o un gruppo di persone checondividonoun patrimonio) fanno in maniera autonoma e sostanzialmente definisce tre aspetti; qual è la capacita di sopportare rischi (cioe perdite di capitale), qual è il rendimento che intendono ottenere e per quanto tempo possono lasciare investito il patrimonio. Di norma (cioè l’esperienza passata ha dimostrato) che piu il tempo a disposizione è lungo, piu si hanno probabilita di ottenere rendimenti elevati con strumenti rischiosi (azioni), che pero investiti nel lungo periodo perdono totalmente la loro “pericolosita”.
Questo significa per esempio che per la definizione di un corretto profilo di un portafoglio di un ente previdenziale, l’aspetto demografico (cioe le eta dei partecipanti, divise per gruppi) è di fondamentale importanza (per investimenti supreriori ai 10 anni il patrimonio potrebbe essere investito completamente nei mercati azionari)

2) Definizione dell’Asset Allocation:
il primo passo da compiere è quello di ripartire il capitale su diverse “tipologie di investimento” in base al profilo di rischio ed alla situazione patrimoniale del risparmiatore. Altro elemento utile da prendere in considerazione per la definizione dell’ Asset Allocation è la durata dell’investimento. Per tipologia di investimento si intendono le attività liquide (conto corrente, ecc) i titoli a reddito fisso (titoli di stato, obbligazioni, ecc) ed i titoli a reddito variabile (azioni, fondi comuni, sicav estere, etd, ecc) altre attivita (oro, immobili, ecc)

3) Diversificazione (geografica e settoriale) del portafoglio e definizione degli strumenti di controllo Benchmark:
definito l’Asset Allocation occorre procedere alla diversificazione del portafoglio. La diversificazione consiste nell’investire su un ampio numero di attività finanziarie della stessa o di diverse tipologie al fine di ridurre il rischio complessivo dell’investimento oppure o di migliorare il rendimento dell’investimento. Una volta definiti in specifico tutte le tipologie degli investimenti viene definito lo strumento di controllo; Il benchmark .Il benchmarck viene utilizzato per verificare l’abilità del gestore nel riuscire o meno a ottenere dei risultati superiori al mercato di riferimento in cui opera.A livello internazionale, alcune società specializzate, determinano alcuni indici che rappresentano un certo numero di titoli di un determinato mercato (es. MSCI USA è un indice che rappresenta il mercato azionario USA nella sua totalità mentre JP Morgan EMU rappresenta il mercato obbligazionario Euro)Nella definizione geografica e settoriale dei portafogli, i principali investitori utilizzano mix di questi indici per avere dei precisi riferimenti su quali mercati e titoli investire. Il mix di questi indici scelti costituisce il benchmark, cioè l’insieme dei mercati su cui si è deciso di investire.

4) Selezione delle attivita (prodotti) finanaziari:
una volta determinato con precisione l’Asset Allocation ed il Benchmarck non rimane che identificare i prodotti su cui investire il portafoglio. Anche per la scelta dei prodotti, si possono utilizzare parametri scientifici (matematici) che riescono ad indicare con una certa precisione i prodotti più efficienti. Parametri utili da tenere in considerazione per la valutazione dei prodotti sono, il rendimento ottenuto negli ultimi anni (almeno 5) nei specifici mercati, ed il grado di rischio corso per ottenere i risultati (indice di Sharpe = rapporto tra rendimento e rischio). Nella scelta dei prodotti una parte importante la merita l’attenzione nel cercare di ottimizzare i costi di gestione. Oggi esistono pubbloicazioni disponibilia tutti i rispsarmiatori che indicano la qualita del prodotto, identificato esattamente con le modalita delle stelle (tipo Hotel)

5) Monitoraggio costante del portafoglio e manutenzione:
questa attività consente di intervenire tempestivamente sulla struttura del portafoglio (benchmarck) o sul singolo prodotto in caso di necessita. Questo permette di mantenere il proprio portafoglio aggiornato ai repentini cambiamenti del mercato) e di verificare costantemente l’impegno e le capacità dei prodotti di produrre rendimenti utili a fare accrescere il patrimonio.

 
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PROGRAMMA SIPAP PER L'ENPAP _MD_POPULARsipap52700.0002005/12/21

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